Passata la bufera che nel 1867 investì gli Ordini e
Congregazioni religiose in Italia, a causa della loro
soppressione voluta dal Governo di Urbano Rattazzi del
giovane Regno d’Italia, ci fu un rifiorire degli stessi
e una incredibile moltiplicazione di fondazioni di
Congregazioni ed Istituzioni religiose ed assistenziali
specie femminili.
Il fenomeno verificatesi nell’ultimo periodo
dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, coinvolse buona
parte delle città italiane, in particolar modo Torino;
anche Genova conobbe questa provvidenziale fioritura, in
cui spiccò la fondazione delle “Suore Minime di S.
Francesco da Paola”, sorta per l’intuizione e l’ardente
fede di madre Raffaella De Giovanna.
Maria De Giovanna nacque a Genova nel Sestriere di
Portoria il 31 luglio 1870, dagli agiati genitori
Giuseppe De Giovanna farmacista e Bruschetti Antonietta,
quattro anni dopo nacque la sorella Anna.
Trascorse l’infanzia nella serenità della famiglia che
comprendeva anche le due nonne e nel contempo cresceva
in lei, pur essendo gioviale per natura, il desiderio di
solitudine per donarsi completamente a Dio e da giovane
espresse la volontà di entrare in un Istituto di
clausura, i genitori ben consapevoli delle sue
possibilità spirituali non si opposero.
Ma la sua gracile e delicata salute non permise quello
stile austero di vita, per cui pur dispiaciuta, continuò
negli studi anche di medicina vista la tradizione di
famiglia e verso i diciotto anni, d’accordo con il
parroco di Santa Maria dei Servi, si diede
all’insegnamento del catechismo ai fanciulli e fanciulle
della parrocchia.
Questa forma di apostolato durò otto anni, che per lei
furono di conoscenza e meraviglia nel constatare la
miseria in tutte le sue forme e le malattie che
attanagliavano le famiglie dei fanciulli, specie della
sua zona il Borgo Lanaioli, uno dei più popolari di
Genova.
Vincendo lo sgomento e fortificata dalla preghiera e
dall’Eucaristia, divenne l’angelo consolatore nelle
soffitte e nei tuguri dei poveri, dove oltre a trovare
persone dimenticate da tutti, trovò anche che Dio era il
grande dimenticato.
Curò gli ammalati anche i più ripugnanti, non badando a
sé stessa, giungendo a portare a casa sua e dei genitori
un ragazzo storpio e abbandonato, sistemato poi in
seguito presso qualche famiglia caritatevole.
In tutto questo operare nel sociale degradato della
città di fine Ottocento, si faceva chiara nel suo cuore,
la strada in cui Dio la voleva; per cui vincendo il suo
naturale riserbo, confidò al suo confessore padre Piras
dei Servi di Maria, il suo desiderio avallato da una
misteriosa voce udita durante un’intensa preghiera, che
era quello di raccogliere altre giovani sotto la
protezione della Vergine Addolorata, per dedicarsi
gratuitamente all’assistenza dei poveri infermi e
all’apostolato verso i bambini.
Con il consiglio del suddetto padre Piras, che aveva
intuito la grandezza di quell’anima, sorse così il 4
agosto 1896, con l’approvazione dell’arcivescovo di
Genova il beato mons. Tommaso Reggio (1818-1901), la
piccola Comunità composta oltre che da Maria De Giovanna
da altre quattro giovani, sotto la guida del rev.
Giuseppe Queirolo; le aderenti presero il nome di
‘Sorelle Servite’ e la dimora nella Salita Nuova di N.
S. del Monte.
Trascorsero così due anni nella tipica incertezza delle
nuove comunità, poi venne il momento delle difficoltà
dolorose, nel 1898 furono sfrattate dalla casa, per dare
posto alle Suore Gianelliane proprietarie dello stabile
e furono costrette ad alloggiare in una modesta e fuori
mano villa, in San Rocco da Vernazza.
L’anno successivo 1899, morì il loro direttore
spirituale don Queirolo, che le aveva sostenute fino
allora. Ma la Provvidenza non le aveva abbandonate, agli
inizi del 1901 madre Maria De Giovanna incontrò il
parroco di S. Margherita di Marassi, Provinciale
dell’Ordine dei Minimi di S. Francesco da Paola, padre
Raffaele Ricca, uomo molto religioso, umile e
sovrabbondante di meriti, maturo di anni.
L’incontro fra le due elette anime fu tra i più felici,
anche padre Ricca voleva realizzare nella sua parrocchia
qualcosa di simile che animava la Comunità di Maria De
Giovanna e giacché i Servi di Maria avevano preso a
disinteressarsi di quelle ‘Sorelle’, proponendo loro di
aggregarsi al Secondo Ordine a Saluzzo, padre Ricca
prese ad aiutarle ponendole sotto la sua protezione,
interessandosi di trovar loro un alloggio decoroso e
vicino, che fu individuato nella Villa Brusco nei
dintorni della chiesa di Marassi.
Ne parlò col vescovo Tommaso Reggio che approvò e il 10
settembre 1901 raccolse le cinque giovani in una nuova
comunità con il nome di “Suore Terziarie Minime
Infermiere di S. Francesco da Paola” e il 14 novembre,
dopo un corso di esercizi spirituali, impose alla
novelle suore, nel frattempo divenute sette, il velo e
l’abito religioso Minimo.
Suor Maria De Giovanna cambiò il nome in Suor Maria
Raffaella. Il 17 novembre del 1902 le prime sette suore
Minime, dopo l’anno del noviziato, fecero la loro
professione solenne nella Cappella della Villa Brusco
nelle mani del parroco Raffaele Ricca a ciò preposto dal
nuovo arcivescovo mons. Edoardo Pulciano.
Quel giorno 17 novembre 1902 fu sempre considerato
l’inizio della Congregazione delle Minime e celebrato
ogni anno. Nel novembre 2002 si è celebrato il
Centenario con la partecipazione di cardinali, vescovi e
autorità religiose e civili.
La tappa successiva nel consolidamento della nuova
Comunità, si ebbe con l’approvazione pontificia da parte
di papa s. Pio X l’8 gennaio 1909, approvazione che
spazzava via ogni dubbio e controversie sorte perché in
effetti l’arcivescovo Tommaso Reggio aveva data la sua
approvazione oralmente e non per iscritto, facendo così
mancare qualsiasi documento ufficiale.
Intanto il benemerito parroco e protettore della
nascente comunità, don Raffaele Ricca, dopo 60 anni di
ministero a Marassi, si spegneva il 26 agosto 1908
all’età di 91 anni.
Il periodo delle grandi tribolazioni che va dal 1902 al
1909, fu per Madre Maria Raffaella De Giovanna, la
salita del Calvario per la sua Istituzione; le suore in
effetti non erano riconosciute tali, nemmeno dal nuovo
arcivescovo Pulciano, le attività erano incerte, mentre
le novizie e le postulanti erano ferme nelle tappe della
loro consacrazione a Dio.
La Madre fu eroica nella sua pazienza, fulgida nella
speranza, esempio nella preghiera e nella devozione alla
Vergine, finché tutte le nubi svanirono e poté
risplendere la luce e riprendere il cammino rallentato.
Comunque la sospirata approvazione arcivescovile arrivò
solo il 2 aprile 1934, con la firma del cardinale Carlo
Dalmazio Minoretti e il 20 agosto 1934 vennero
definitivamente approvate le Costituzioni.
Negli anni intercorsi, le Suore Minime furono impegnate
nell’assistenza ai soldati reduci dal fronte della Prima
Guerra Mondiale nell’Ospedale di San Benigno e nel
Conservatorio delle Fieschine in Genova; nel 1921 venne
aperta la prima Casa Filiale in Ancona, che sarà poi
tutta distrutta dai bombardamenti del 1944.
L’Istituzione prese a consolidarsi e diffondersi sempre
più, mentre la ‘Madre’, perché tale fu per tutti,
cominciava ad ammalarsi sempre più, aggiungendo alle
sofferenze della sua cagionevole salute, che in gioventù
l’aveva condizionata nel non riuscire a prendere il
desiderato diploma di maestra, anche le più acute
sofferenze culminate nel diabete mellito e nei disturbi
cardiocircolatori, che le mozzavano il respiro e le
infiammavano i piedi, in modo tale che bisognava
applicarci sopra una bottiglia d’acqua fredda.
Tutto soffrì, offendo le sue pene a Dio per il bene
della Comunità e dal letto del suo dolore poté vedere il
tetto finito della nuova Casa di Riposo per le signore
anziane, che tanto aveva voluto; gli operai issarono il
ramo indicante il raggiungimento della copertura,
proprio il giorno della sua morte, avvenuta l’11 marzo
1933 a 63 anni, fra il compianto generale.
Le Suore Terziarie Minime di S. Francesco da Paola hanno
poi proseguito nel solco tracciato dalla venerata Madre,
rimanendo in prima linea nell’assistenza ai soldati e
reduci della devastante Seconda Guerra Mondiale, nel
proseguire nell’assistenza ad anziani ed ammalati, con
loro Case o in strutture sanitarie dell’Italia del
Centro-Nord, anche per lunghi periodi.
Le Case della Congregazione sono sette in Liguria e a
Roma, le strutture Sanitarie e Scuole in cui hanno
prestato la loro assistenza sono 24.
Il 27 maggio 1957 le spoglie mortali di Madre Maria
Raffaella De Giovanna furono traslate nella Cappella
della Casa Generalizia in Via Marassi, 2 a Genova.
Autore: Antonio Borrelli
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Aggiunto il 8-Nov-2004
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