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La speranza che noi annunciamo per la Locride non è illusoria di S.E. mons. Giuseppe Fiorini Morosini, Vescovo di Locri-Gerace ad un anno dai fatti di Duisburg Da diverse parti la Chiesa diocesana, nella persona del Vescovo e del parroco di San Luca, è stata sollecitata ad esprimere il proprio pensiero ad un anno dai fatti drammatici di Duisburg. Pur rispettando la libertà delle testate giornalistiche di fare le proprie considerazioni, riportando alla memoria fatti tristissimi, rinnovando così ferite non rimarginate, che sanguinano ancora dolore, la nostra Chiesa diocesana preferisce seguire un proprio cammino. Che è quello della speranza. Noi continuiamo ad essere vicino a chi soffre e piangiamo per quanto è successo: giovani vite falciate e famiglie provate. Perciò, se ricordare significa esprimere ancora una volta solidarietà a chi soffre, lo facciamo volentieri con il cuore dolorante ed orante, chiedendo a Dio eterno riposo per i defunti, pace, forza e consolazione per i vivi. Noi, in sintonia e collaborazione nelle loro iniziave con il Prefetto di Reggio Calabria, il Sindaco di San Luca e le altre autorità civili, stiamo accompagnando la gente, invitandola alla riconciliazione con Dio, con se stessa e con gli altri. San Luca è un paese che cerca di riprendersi, anche portandosi dentro tanto dolore; cerca in ogni modo di cancellare quella immagine che gli hanno costruito addosso. Le recenti manifestazioni, che hanno esaltato nei giorni scorsi quanto già è stato fatto e si sta progettando di fare per il futuro, ne sono una prova. Ma gli organi di stampa nazionale non si sono interessati a queste cose, perché non rientravano nei loro schemi informativi. Noi vogliamo precisare che, se ricordare deve significare mettere ancora una volta sotto i riflettori la nostra terra, la Locride, per additarla come terra del male, noi non solo ci dissociamo da questo tentativo, ma reagiamo con forza a difesa della nostra terra e della nostra gente. Abbiamo in mezzo a noi tanto bene da evidenziare, tante risorse in cui credere e sperare. La nostra gente ha bisogno di serenità e di pace per risolvere i propri problemi. Ha bisogno che si spengano quei riflettori che illuminano solo i suoi lati negativi. Magari la commemorazione progettata potesse assumere i toni della speranza additando alla Nazione, e oltre, che c’è nella gente desiderio di crescere e sforzo concreto per creare condizioni nuove di vita! Non vogliamo che la nostra Locride sia ancora definita “terra martoriata”; essa è terra che vive, perché noi siamo pieni di vita e di entusiasmo. La speranza che noi annunciamo non è vuota, non sono parole illusorie quelle dette alla gente; noi non chiudiamo gli occhi sui problemi. Ma in quale regione d’Italia non ci sono problemi, e forse più gravi di quelli della Locride? La Chiesa diocesana ha accolto il mio invito a credere in sé stessa, nelle proprie risorse, nelle proprie possibilità di riuscita: così tutti saremo artefici del nostro futuro. L’invito alla riconciliazione lanciato al mio arrivo in Diocesi a tutti, preti e laici, credenti e non credenti, anche a chi è autore del male, è un punto fermo per noi e per il nostro cammino diocesano. E’ su questa strada che la Chiesa intende muoversi per dare concretezza alla speranza, puntando sulle nostre risorse, che sono tante e sulle quali forse noi stessi non crediamo ancora pienamente. Non presumiamo di essere interpreti dell’opinione pubblica, ma dobbiamo registrare su questo indirizzo il consenso di tanti amministratori e soprattutto della gente, che sto incontrando quotidianamente.Invito, perciò, gli organi di stampa a guardare alla Locride con i nostri stessi occhi di speranza e di vita, aiutandoci magari ad evidenziare la necessità di essere sorretti dallo Stato, per quel che è di sua competenza (la garanzia del lavoro ai giovani e la presenza accanto al cittadino perché possa avere fiducia in esso), per consentire a quanti sono animati da buona volontà e lottano ogni giorno, ad essere efficaci nel loro impegno per il bene comune. Locri, 14 agosto 2008 + p. Giuseppe F. Morosini - vescovo |
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