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 La salvezza passa dalla conversione
Oggi pomeriggio il solenne ingresso in diocesi di mons. Giuseppe Fiorini Morosini
Giovanni Lucà
Ingresso di Mons. Morosini. Foto Giulio Archinà
E’ arrivato il giorno dell’abbraccio tra mons. Giuseppe Fiorini Morosini e la diocesi di Locri-Gerace. Il gregge che è stato affidato al novello vescovo è pronto a fare festa; è pronto a spalancare le porte del proprio cuore per accogliere “colui che viene nel nome del Signore”. In occasione dell’inizio del suo ministero episcopale e nell’attesa di ascoltare le parole che pronuncerà al momento del suo ingresso a Locri, a mons. Morosini abbiamo rivolto alcune domande alle quali ha risposto con grande cordialità e disponibilità.

Eccellenza, nel suo primo messaggio alla diocesi di Locri-Gerace si è detto timoroso e fiducioso, sono ancora questi i sentimenti che accompagnano l’inizio del suo ministero episcopale? Con quale animo si appresta a fare il suo ingresso nella sede che il Santo Padre, Benedetto XVI, le ha affidato?

Sì, i sentimenti sono gli stessi. Voglio precisare che l’essere timoroso significa essere compreso della responsabilità che mi è stata affidata. La fiducia dipende sia dalla mia disponibilità a dare il meglio di me stesso per servire la Chiesa alla quale sono stato inviato, sia dagli attestati di affetto che mi sono giunti dal clero e dai fedeli della Diocesi. Entro, quindi, in Diocesi sapendo di trovare una Chiesa che mi aspetta e che è pronta a riprendere il proprio cammino sotto la mia guida.

L’eredità che ha lasciato mons. Bregantini è importante, Lei ha già spiegato che inizierà la sua opera seguendo il solco tracciato dal predecessore, da dove intende incominciare?

Ho ripetuto più volte che il primo passo per un inizio equilibrato e fruttuoso è quello di mettersi in ascolto del clero, dei laici impegnati, delle autorità politiche, militari e della società civile, di quanti vorranno aiutarmi a conoscere il territorio e la gente. Da questa conoscenza, accanto ai problemi del quotidiano che bisogna affrontare e risolvere, nasceranno le scelte. Ogni Diocesi è una realtà complessa che esige un impegno su tutti i fronti. Lentamente, attraverso il dialogo svolto durante gli appuntamenti di prassi con il clero e l’apparato della Curia, verranno fuori le scelte da attuare. Il Sinodo sarà un obiettivo verso cui guardo con interesse e impegno.

In questi mesi, che ci piace definire di “operosa attesa”, ha avuto modo di conoscere e documentarsi della realtà della Locride? Che idea si è fatta?

Mi sono confermato nella convinzione che i luoghi comuni sono deleteri, uccidono la speranza. Nella Locride c’è una volontà forte e decisa che vuole sconfiggere i luoghi comuni, che ne hanno fatto una terra di paura e di soli conflitti. Ciò conforta e spinge al dono del servizio chi ha avuto il mandato di servire la comunità, sia dal punto di vista religioso che civile. Mi ha riempito di entusiasmo il fatto che sono atteso con affetto e speranza dalla gente, che guarda ancora al Vescovo come ad un punto di riferimento importante per la concretizzazione della propria speranza.

Al di là delle questioni squisitamente sociali, ci sono aspetti sul versante spirituale e della fede fondamentali nella vita della Chiesa, ha già in mente come avviare un progetto pastorale nella diocesi di Locri-Gerace?

Ho già detto fin dal primo messaggio alla Diocesi che la formazione delle coscienze secondo i valori del Vangelo è lo spazio privilegiato dell’azione della Chiesa. Poi ho sottolineato anche che la riscoperta della vocazione dei laici all’interno della vita della Chiesa sarà un altro punto fermo della mia azione pastorale. Li illustrerò nel mio discorso di inizio del mio ministero giorno 7 a Locri. Dalla sintesi di questi due punti di forza sono certo prenderà gradatamente forma la mia azione pastorale.

Come pensa di rapportarsi con il clero diocesano?

Con l’ascolto e il dialogo, che da parte mio sarà aperto e sincero e non formale. Sono certo che anche i sacerdoti, i diaconi e i religiosi, risponderanno con altrettanta sincerità e apertura d’animo.

Cosa porterà con sé a Locri del carisma di San Francesco di Paola?

L’urgenza della conversione del cuore per la salvezza di tutto ciò che appartiene all’uomo. La realtà familiare, sociale e politica non si salva se non si converte il cuore dell’uomo.

Grazie Eccellenza e auguri di un proficuo ministero episcopale.
    

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