E’
arrivato il giorno dell’abbraccio tra mons. Giuseppe Fiorini Morosini e
la diocesi di Locri-Gerace. Il gregge che è stato affidato al novello
vescovo è pronto a fare festa; è pronto a spalancare le porte del
proprio cuore per accogliere “colui che viene nel nome del Signore”. In
occasione dell’inizio del suo ministero episcopale e nell’attesa di
ascoltare le parole che pronuncerà al momento del suo ingresso a Locri,
a mons. Morosini abbiamo rivolto alcune domande alle quali ha risposto
con grande cordialità e disponibilità.
Eccellenza, nel suo
primo messaggio alla diocesi di Locri-Gerace si è detto timoroso e
fiducioso, sono ancora questi i sentimenti che accompagnano l’inizio
del suo ministero episcopale? Con quale animo si appresta a fare il suo
ingresso nella sede che il Santo Padre, Benedetto XVI, le ha affidato?
Sì,
i sentimenti sono gli stessi. Voglio precisare che l’essere timoroso
significa essere compreso della responsabilità che mi è stata affidata.
La fiducia dipende sia dalla mia disponibilità a dare il meglio di me
stesso per servire la Chiesa alla quale sono stato inviato, sia dagli
attestati di affetto che mi sono giunti dal clero e dai fedeli della
Diocesi. Entro, quindi, in Diocesi sapendo di trovare una Chiesa che mi
aspetta e che è pronta a riprendere il proprio cammino sotto la mia
guida.
L’eredità che ha lasciato mons. Bregantini è
importante, Lei ha già spiegato che inizierà la sua opera seguendo il
solco tracciato dal predecessore, da dove intende incominciare?
Ho
ripetuto più volte che il primo passo per un inizio equilibrato e
fruttuoso è quello di mettersi in ascolto del clero, dei laici
impegnati, delle autorità politiche, militari e della società civile,
di quanti vorranno aiutarmi a conoscere il territorio e la gente. Da
questa conoscenza, accanto ai problemi del quotidiano che bisogna
affrontare e risolvere, nasceranno le scelte. Ogni Diocesi è una realtà
complessa che esige un impegno su tutti i fronti. Lentamente,
attraverso il dialogo svolto durante gli appuntamenti di prassi con il
clero e l’apparato della Curia, verranno fuori le scelte da attuare. Il
Sinodo sarà un obiettivo verso cui guardo con interesse e impegno.
In
questi mesi, che ci piace definire di “operosa attesa”, ha avuto modo
di conoscere e documentarsi della realtà della Locride? Che idea si è
fatta?
Mi sono confermato nella convinzione che i luoghi
comuni sono deleteri, uccidono la speranza. Nella Locride c’è una
volontà forte e decisa che vuole sconfiggere i luoghi comuni, che ne
hanno fatto una terra di paura e di soli conflitti. Ciò conforta e
spinge al dono del servizio chi ha avuto il mandato di servire la
comunità, sia dal punto di vista religioso che civile. Mi ha riempito
di entusiasmo il fatto che sono atteso con affetto e speranza dalla
gente, che guarda ancora al Vescovo come ad un punto di riferimento
importante per la concretizzazione della propria speranza.
Al
di là delle questioni squisitamente sociali, ci sono aspetti sul
versante spirituale e della fede fondamentali nella vita della Chiesa,
ha già in mente come avviare un progetto pastorale nella diocesi di
Locri-Gerace?
Ho già detto fin dal primo messaggio alla
Diocesi che la formazione delle coscienze secondo i valori del Vangelo
è lo spazio privilegiato dell’azione della Chiesa. Poi ho sottolineato
anche che la riscoperta della vocazione dei laici all’interno della
vita della Chiesa sarà un altro punto fermo della mia azione pastorale.
Li illustrerò nel mio discorso di inizio del mio ministero giorno 7 a
Locri. Dalla sintesi di questi due punti di forza sono certo prenderà
gradatamente forma la mia azione pastorale.
Come pensa di rapportarsi con il clero diocesano?
Con
l’ascolto e il dialogo, che da parte mio sarà aperto e sincero e non
formale. Sono certo che anche i sacerdoti, i diaconi e i religiosi,
risponderanno con altrettanta sincerità e apertura d’animo.
Cosa porterà con sé a Locri del carisma di San Francesco di Paola?
L’urgenza
della conversione del cuore per la salvezza di tutto ciò che appartiene
all’uomo. La realtà familiare, sociale e politica non si salva se non
si converte il cuore dell’uomo.
Grazie Eccellenza e auguri di un proficuo ministero episcopale. |