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Picchetto d’onore, squilli di tromba, 21 colpi di mortaio…
hanno contrassegnato l’arrivo di mons. Morosini a Gerace. In
questa coreografia è stato salutato padre Giuseppe che,
giunto nel piazzale S. M. Egiziaca, ha baciato il
crocifisso. Tra le autorità religiose presenti
l’archimandrita della chiesa ortodossa, mons. Antonio
Scordino, mons Cornelio Femia, suo vicario, mons. Francesco
Laganà, il cerimoniere, padre Antonio Finocchiaro, il
cancelliere don Enzo Ruggiero, il provinciale dei Minimi,
padre Rocco Benvenuto, don Barbaro, parroco della cattedrale
e tante altre persone quali Giacomo Oliva, direttore del
Museo Diocesano, Barranca e Puntorieri per le Confraternite.
Benedetta la pietra sigillo posta vicino alla porta
d’ingresso della città, preceduto dalle Congreghe ha
raggiunto piazza del Tocco dove era atteso dal sindaco
Salvatore Galluzzo e dalla Giunta. Sul palco c’erano il
viceprefetto vicario Covato, i comandanti del gruppo
carabinieri di Locri e della Compagnia, il ten colonnello
Iacono e il maggiore Niglio, il cap. Galletta della Guardia
di Finanza e Silipo della Polizia di Stato, il sindaco di
Locri, Francesco Macrì, Sisinio Zito, presidente
dell’Assemblea dei Sindaci della Locride con una delegazione
di primi cittadini e tante altre autorità locali,
provinciali e regionali. Non mancavano pure Gerardo Sacco,
Marzano, presidente della Pro Loco e Imperitura, presidente
della Comunità Montana della Limina.
Il sindaco Galluzzo dopo il discorso di saluto ha donato al
novello pastore le chiavi della città che ha baciato come
segno di un abbraccio dei geracesi. Morosini ha espresso il
suo compiacimento di fronte al restauro della cittadella
vescovile, realizzata dal predecessore, dichiarandosi pronto
ad essere parte attiva nel progetto voluto da Dio per la
splendida cittadina.
In piazza Tribuna è stato accolto da tre squilli di tromba e
da un’esibizione degli “Sbandieratori di Bisignano”.
Dopo la presentazione da parte del comandante militare dei
Carabinieri, della Polizia, dell’Esercito, del Corpo
Forestale, della Marina Militare, della Polizia
Penitenziaria, dei Vigili del Fuoco, della Croce Rossa,
tutti ben schierati, padre Giuseppe ha passato in rassegna
il picchetto d’onore mentre la banda “Città di Gerace”
offriva al novello pastore le sue note.
Superato l’arco dei vescovi, sulla cui sommità è stato posto
il suo stemma, ha fatto ingresso in cattedrale. La solenne
liturgia eucaristica è stata animata dal coro Diocesano
“Laetare e della Cattedrale diretti dal maestro Natale Femia.
La parola speranza, “dono di Dio”, è stata la parola chiave
dell’omelia del Vescovo che non ha trascurato di esortare i
presenti ad una fede certa ma anche ad un’operosità
coraggiosa per essere protagonisti della nostra storia.
Ha pure incitato a levare la voce quando chi è preposto a
governare non fa bene il proprio dovere ed acoltivare i
germogli di speranza cresciuti in questa terra. Ai sindaci
ha chiesto di dialogare e affrontare uniti i problemi della
nostra terra.
La liturgia eucaristica alla quale hanno preso diverse
centinaia di fedeli, si è conclusa con l’inno a san
Francesco di Paola le cui parole sono state scritte da
Morosini mentre la musica è del maestro Marco Frisina. A
conclusione della cerimonia civile e religiosa la
benedizione del Vescovo dal loggione della cattedrale.
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