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Qual’ è il significato di un istituto penitenziario?
A spiegarlo è mons. Giuseppe Fiorini Morosini proprio al carcere
di Locri.
Il presule ha voluto visitare quanti vi sono reclusi per espiare
una colpa, e celebrare insieme a mons. Silvio Mesiti,
coordinatore per la Calabria dei cappellani penitenziari, al
vicario mons. Cornelio Femia e a don Crescenzio Demizio, una
solenne messa.
All’omelia ha lanciato un messaggio di speranza ai detenuti che
l’hanno ascoltato in religioso silenzio. Col suo tono pacato li
ha esortati a riconciliarsi con Dio e con i fratelli.
In maniera concreta ha precisato che il penitenziario non va
inteso come luogo di vendetta o punizione, ma come occasione di
pentimento, formazione e riconciliazione con gli altri per
forgiarsi alla vita nuova e per tornare a vivere in piena
libertà nella società.
Il Vescovo ha visitato la casa di detenzione locrese dove sono
in fase di ultimazione i lavori di ristrutturazione. Ha guardato
con particolare interesse alcune strutture interne: palestra,
aule scolastiche, biblioteca, infermeria, campo sportivo, area
verde, sala colloqui, lavanderia, ma anche i vari laboratori
dove i detenuti possono imparare o perfezionarsi nelle attività
artigiane.
Ad attenderlo alla casa circondariale c’erano il provveditore
regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Calabria,
Paolino Maria Quattrone, il direttore del carcere, Romolo Pani,
Domenico Palmo, comandante del Reparto di Polizia penitenziaria
Domenico Paino, il sindaco di Locri Francesco Macrì col
vicesindaco Giovanni Calabrese, gli assessori Rosario Scarfò,
Raffaele Sainato, Alfredo Cappuccio, Francesco Commisso e il
consigliere Eliseo Sorbara.
Nel corso della tavola rotonda alla quale hanno partecipato
Quattrone, Pani e Macrì, è stato messo in luce il rapporto di
collaborazione instauratosi tra l’Amministrazione Penitenziaria
e quella Comunale. Tra le due, con un protocollo d’intesa, si è
giunti al rifacimento della via che porta al carcere e tra breve
si realizzerà un’area verde attrezzata con parcheggio esterno.
Padre Giuseppe ha avuto parole di apprezzamento per gli agenti
di polizia penitenziaria che con spirito umanitario sono custodi
e nel contempo assistenti dei detenuti nei percorsi rieducativi
essenziali per il loro reinserimento sociale.
Il sindaco Macrì apprezzando la capacità del vescovo di parlare
al cuore della gente ha espresso il suo compiacimento per il
significativo momento della visita che certamente lascerà un
segno nel cuore dei detenuti per i quali è determinante il
dialogo sociale ed educativo per favorire in maniera delicata il
cammino che li porterà al ritorno alla vita civile e sociale.
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