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4 FEBBRAIO:
Santa Giovanna di Valois
PATRONA DEL TERZ’ORDINE DEI MINIMI
Figlia del re di Francia Luigi XI e di
Carlotta di Savoia, nacque il 23 aprile 1464 a Nogent-le-Roy, con gran delusione
del padre che desiderava un maschio; il 19 maggio dello stesso anno, a ventisei
giorni di età, fu dal padre fidanzata a suo cugino Luigi di Orléans, di due
anni.
Deforme e claudicante, a cinque anni è relegata a Linières (Berry) dove il suo
maggior piacere è di conversare con la "benedetta Vergine". A sei anni, invitata
dal re a scegliersi un confessore, si mette a pregare e ode una voce: "Per le
piaghe di mio Figlio tu avrai la madre". Scelse il francescano Giovanni de la
Fontaine. A sette anni si sente investita di una missione mariana: "Prima di
morire fonderai una Religione in mio onore. E così facendo mi darai gran piacere
e mi renderai un servizio". Malgrado le resistenze di Maria di Clèves, madre
del duca d'Orléans, Luigi XI impone il matrimonio (il contratto è firmato da lui
il 21 agosto 1476 e da Maria di Clèves il 28), celebrato a Montrichard l'8
settembre 1476.
Sebbene fosse tenuta sempre in disparte dal marito, salvo qualche giorno a
Linières e durante i tre anni di prigionia, dopo la "guerra folle" la Bretagna,
a Lusignan e soprattutto a Bourges, Giovanna fece tuttavia la sua entrata
solenne ad Orléans dopo la liberazione del marito nel 1491, ma fu nuovamente
abbandonata quando Luigi seguì Carlo VIII in Italia (1494-95).
Il 7 aprile 1498 Carlo VIII morí e Luigi d'Orléans divenne re con il nome di
Luigi XII.
Ben presto egli desiderò liberarsi del legame che gli pesava da ventidue anni,
per poter sposare la vedova di Carlo VIII. Assente dalla consacrazione di Reims
(27 maggio 1498), Giovanna vide aprirsi, nell'agosto dello stesso anno, il
processo canonico di nullità del suo matrimonio. Il 10 agosto 1498 ella risponde
alla citazione ricevuta e pronuncia nella chiesa di Saint-Gatien di Tours la sua
solenne protesta. Vi è tra la sua testimonianza e quella del re una
contraddizione: secondo quanto ella dichiara il matrimomo è stato consumato,
mentre suo marito afferma il contrario. Giovanna allora gli chiede il ramentum
veritatis e Luigi XII non esita a prestarlo: Giovanna si inchina e il 17
dicembre di quell'anno l'annullamento è pronunciato.
Giovanna confiderà piú tardi al suo confessore: "In quel momento nostro Signore
mi fece la grazia che quando udii la notizia, mi mise nel cuore il convincimento
che Dio aveva permesso ciò affinché io potessi fare del bene, come avevo tanto
desiderato. Ho considerato che ero rimasta con il re mio marito per ventidue
anni, durante i quali non avevo potuto fare gran che di bene, né alcuna di
quelle cose che avevo desiderio di fare; ora però potrò prendermi la rivincita e
varrà la pena di vivere virtuosamente visto che sono sottratta alla soggezione
di un uomo".
Divenuta, il 26 dicembre 1498, duchessa di Berry, il 15 marzo dell'anno
successivo Giovanna fa il suo solenne ingresso a Bourges dove inizia una vita di
mortificazioni corporali e di generosità senza limiti, amministrando il suo
ducato con saggezza e facendo regnare la giustizia. La peste scoppiata nel 1499
e 1500 le permise di dare la misura della sua carità. Si diede premura per il
salario degli operai e rafforzò la dote del collegio S. Maria. Non tardò, però,
a compiere la missione di cui si sapeva investita; assicuratasi della
collaborazione del p. Gilberto Nicolas (il cui nome nel 1517 sarà mutato da
Leone X in quello di Gabriele Maria e che diverrà appunto il b. Gabriele Maria),
ella intraprese la fondazione di un Ordine mariano. Si può dedurre che Giovanna
la volle realizzare senza ritardo dal fatto che, pur essendole occorso
certamente del tempo per informare della sua decisione il buon sacerdote, per
sopportare il suo rifiuto, per caderne malata, per convincere il religioso
finalmente commosso, per elaborare un programma pratico, tuttavia il 21 maggio
1500 troviamo già il p. Gabriele a Tours in cerca di novizie. Ne raccolse
infatti undici, dai nove ai quattordici anni, primizie dell'Annunziata, che la
buona duchessa adottò, visitandole ogni sera e associandole alle sue devozioni.
Desiderosa di elaborare una Regola, Giovanna udí di nuovo la sua voce interiore:
"Fa scrivere tutto ciò che nel Vangelo è scritto che io ho fatto in questo
mondo, fanne una regola trovando il modo di farla approvare dalla Sede
apostolica. E sappi che, per tutti coloro che la vorranno osservare, ciò
significherà essere nella grazia di Gesú mio figlio e mia e sarà la via sicura
per adempire ai desideri di mio figlio e miei". Docile a questa ispirazione il
p. Gabriele prende dal Vangelo i dieci capitoli che parlano della Vergine e
articola su di essi la Regola che è approvata dalla duchessa e che il p. Morin
porta a Roma per l'approvazione. Alessandro VI avrebbe approvato la nuova
Regola, ma i cardinali, adducendo il decreto del IV concilio del Laterano che
proibiva la fondazione di nuovi Ordini, vi si opposero: era un rifiuto.
Rientrando in Francia il p. Morin ne perde il testo e di ciò Giovanna rimane
"profondamente turbata", ma il p. Gabriele si rimette all'opera e porta lui
stesso a Roma il nuovo testo della Regola dell'Ordine delle "Dieci Virtú o
Piaceri della Vergine Maria". Da principio a Roma si ha la stessa reazione, ma
poi, in seguito ad un sogno significativo, il principale oppositore rinuncia
alle sue obiezioni e nel febbraio 1501 la Regola è approvata. Nell'agosto 1502
Giovanna decide di costruire un convento: si presentano nuove vocazioni, alcuni
miracoli facilitano la costruzione ed il 20 ottobre 1502 cinque giovinette
prendono l'abito dalle mani stesse della buona duchessa assistita dal p.
Gabriele e dal p. Girardo. Poco a poco la comunità giunge a comprendere ventuno
religiose e Caterina Gauvinelle di Amboise, diviene la prima "madre in cella".
Quanto a Giovanna, pur emettendo la professione il 26 maggio 1504, a titolo
privato, resta nel mondo fedele al suo sovrano. Il 3 dicembre 1503, con lettere
patenti firmate a Lione, Luigi XII aveva approvato la fondazione della "sua
carissima e amatissima cugina Giovanna di Francia, duchessa di Berry" prendendo
il convento sotto la sua "protezione e salvaguardia speciale". Il 9 novembre
1504 cinque religiose emettono la professione.
L'intenzione della fondatrice di affidare le sue opere ai Frati Minori
dell'Osservanza: il 21 novembre successivo le religiose entrano in clausura.
Il 22 gennaio 1505, colpita da un grave malessere, Giovanna fa murare la porta
di comunicazione col convento; dal 2 febbraio non può piú comunicarsi e muore la
sera del 4. Sulla sua tomba fioriscono i miracoli; sempre fedele, il padre
Gabriele Maria lavora alla diffusione dell'Ordine. Prima della Rivoluzione
francese, l'Annunziata contava quarantacinque case in Francia e nei Paesi Bassi,
delle quali rimangono oggi i monasteri di Villeneuve-sur-Lot e di Thiais.
Introdotta da Urbano VIII il 13 maggio 1632 la causa di Giovanna di Valois
portò, il 21 aprile 1742, alla beatificazione da parte di Benedetto XIV ed il 28
maggio 1950, giorno di Pentecoste, alla canonizzazione da parte di Pio XII.
L'Ordine dell'Annunziata, essenzialmente mariano, ha come finalità propria "di
piacere a Cristo, imitare la Madre sua e da lei apprendere, in tutte le virtú, a
vedere il piacere di Dio"; proprio per questo fu desiderio della santa
consacrare l'Annunziata ai "Dieci Piaceri della Beata Vergine Maria" e cioè la
castità, la prudenza, l'umiltà, la povertà, l'obbedienza, la pazienza, la fede,
la devozione, la carità, la pietà. I monasteri sopravvissuti pubblicano Caritas,
Messaggio Mariano di Pace, un bollettino familiare dell'Ordine della Pace
fondato da Giovanna e dal b. Gabriele Maria e da loro collegato all'Annunziata.
PREGHIERA A SANTA GIOVANNA DI VALOIS
O promotrice di pietà e
operatrice di pace, degnissima Santa Giovanna, che accogliesti con eroica
umiltà, spirito di sacrificio e distacco da ogni ricchezza e onore regale, il
disprezzo e l’ingratitudine, pur di salvare la carità e la tranquillità dell’
ordine nella patria terrena, per tale esimia santità nell’ ascoltare e praticare
i consigli del Santo di Paola, Francesco, impetraci da Dio un fervido e costante
amore alle suddette virtù e un fedele servizio, nella coerente corrispondenza
alla vita evangelica e minima. Amen.


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