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IN CAMMINO VERSO IL III CENTENARIO

DELLA MORTE DEL

Beato Nicola (Saggio) da Longobardi

3 febbraio

Longobardi, 6 gennaio 1650 – 3 febbraio 1709

Martirologio Romano: A Roma, beato Nicola Saggio da Longobardi, religioso dell’Ordine dei Minimi, che svolse umilmente e santamente l’ufficio di portinaio.

 

Il Beato Nicola nacque a Longobardi il 6 gennaio 1650 da Fulvio Saggio e Aurelia Pizzini, appartenenti ad un'antichissima famiglia. Fu il primo di tre figli. Si racconta che, nel momento stesso in cui nacque, una fiamma misteriosa fu vista risplendere sul tetto della sua casa, quasi a voler simboleggiare la vita piena di luce di Nicola. Nel giorno del battesimo gli fu imposto il nome di Giovanbattista, che, poi, egli mutò in Nicola.
Pur avendo una grande inclinazione per lo studio, non fu mandato a scuola, non avendo i suoi genitori la possibilità economica di mantenervelo. Aiutò, dunque, il padre nel lavoro dei campi. Già da giovanissimo digiunava diverse volte alla settimana e non mancava mai di ascoltare la messa. Una volta, avendogli il padre impedito di lasciare in sospeso il lavoro per andare in chiesa, finse di non sentirsi bene e andò al paese ad ascoltare la messa. Tornato, riuscì a mietere il grano in grande abbondanza e con una velocità prodigiosa. Frequentava spesso la Chiesa dei Religiosi Minimi di Longobardi e vi passava intere giornate in preghiera.
A venti anni, Nicola decise di entrare in monastero. I suoi genitori però lo ostacolavano con fermezza. Di fronte alla furia della madre per la scelta, ormai definitiva del figlio, Nicola divenne cieco e riacquistò la vista solo quando i genitori si pentirono e lo lasciarono libero di seguire le proprie aspirazioni. Nicola chiese l'abito di S. Francesco e fu assegnato al Convento di Paola. Terminato l'anno di noviziato, passò a Longobardi e poi, ancora, a S. Marco Argentano, a Montalto, Cosenza, Spezzano e Paterno. La fama delle sue virtù, ben presto arrivò fino a Roma. Mancando proprio a Roma, nel Collegio di S. Francesco di Paola ai Monti, un religioso, il Beato Nicola fu chiamato presso la parrocchia del Collegio. In questo periodo si recò al Santuario di Loreto. Tornò talmente arricchito da far dire ai suoi confratelli: "Fra Nicola è andato buono a Loreto ed è ritornato a Roma santo".
Divenuto una figura troppo popolare, il Beato Nicola fu fatto tornare in Calabria dai suoi superiori. Era l'anno 1693. In quel periodo la Calabria era in allarme a causa delle continue scosse di terremoto. I marchesi della Valle lo invitarono nel loro feudo di Fiumefreddo, dove vivevano con paura. Da allora le scosse cessarono. Nel 1696 Nicola fu trasferito a Longobardi. Qui compì una serie molto lunga di prodigi. Trovatosi alla marina, chiese ad alcuni pescatori del pesce. Avendoglielo questi negato, egli chiamò i pesci che guizzavano dal mare e si lasciavano prendere con le mani.
Negli ultimi anni della sua vita, Nicola fu richiamato a Roma. Qui altri eventi eccezionali dimostrarono che il Beato Nicola aveva il dono dell' ubiquità. Predisse la data della sua morte che arrivò alla mezzanotte del 3 febbraio 1709.

 

 

 

 

 

 

 

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