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A S.E. mons. Morosini assegnato il Premio “Il Braciere di S. Francesco di Paola”

La consegna in P.zza Italia, nell’ambito della manifestazione di Lamezia Freedom

“Il Braciere, simbolo di fede e di carità: il coraggio di tenere, come S. Francesco di Paola, il fuoco tra le mani e riscaldare, attraverso questo fuoco di Amore che è Charitas, tutti i cuori”. E’ stata commissionata secondo questa intenzione allo scultore lametino Francesco Antonio Caporale, l’opera consegnata il 5 luglio 2008 a S. E. mons. Giuseppe Fiorini Morosini, Vescovo della Diocesi di Locri Gerace, con la motivazione: “… nel cui cuore è racchiusa la fiamma ardente della Carità di Cristo”. Il neo presule ha ricevuto il premio “Il Braciere di S. Francesco di Paola”, quest’anno intitolato “Nel cuore del mondo con il cuore: la Carità come vita!”, nell’ambito della manifestazione “S. Francesco di Paola si racconta…”, giunta alla sua seconda edizione (lo scorso anno il premio è andato allo scienziato, dott.sa Amalia Bruni), organizzata dall’Associazione Culturale Ricreativa Onlus “Lamezia Freedom” col patrocinio del Comune di Lamezia Terme e svoltasi in piazza Italia (ex Comune di S. Eufemia Lamezia), che ben si è prestata nel suo nuovo look ad ospitare la prima manifestazione ufficiale dalla sua inaugurazione, avvenuta il 1° luglio u.s.
A consegnare a mons. Morosini il “Braciere di S. Francesco”, consistente in una mini scultura realizzata dall’artista lametino Francesco Antonio Caporale, è stato il presidente della stessa “Lamezia Freedom”, dott. Antonio Mastroianni. L’opera, che “raffigura -è stato spiegato- il braciere ardente della fede e della carità del santo, sorretto da un tronco di ulivo longevo e forte, le cui radici affondano sulla sfera che rappresenta il mondo, a sua volta sostenuto dalla nuvole, il cielo e l’infinito Dio!”, presenta al centro del tronco l’immagine del volto di Francesco di Paola, “umile santo che sul letto di morte tenne tra le mani il braciere ardente, per insegnare ai frati lì presenti che nulla è impossibile a chi ama Dio, esortandoli ad accettare il voto della Regola”. Mons. Morosini ha incentrato la sua riflessione nell’ottica della speranza, affermando di aver detto ai giovani della sua diocesi “aiutatevi a vivere e non a morire” e “di non usare mai più l’aggettivo martoriata con il quale troppo spesso definiscono la loro terra”, ma di reagire come ha fatto S. Francesco, “che non ha mai ceduto dinanzi alla cultura dominante e ai potenti del tempo”. Per il Vescovo di Locri Gerace -che si è soffermato sui giovani e sul volontariato, quale struttura portante della società civile, che vede la stessa gioventù protagonista in prima fila in questo delicato settore-, S. Francesco di Paola è stato “l’uomo che ha avuto il coraggio di scegliere, facendosi eremita a 15 anni; un uomo tutto d’un pezzo, fermo e deciso nel suo discernimento; l’uomo che ha giocato tutte le sue carte pur di raggiungere l’obiettivo del bene; l’uomo della gioia, che ha saputo contagiare tutti con la sua serenità”.
La manifestazione era stata aperta dai saluti dell’assessore all’Ambiente, Polizia Locale e Rapporti con il Consiglio Comunale, nonché prosindaco, il dott. Francesco Muraca, il quale ha rivolto un suo pensiero sul tema della serata, “San Francesco di Paola, un Santo che parla ai giovani; a seguire, un breve intervento del dott. Francesco Ruberto, presidente del Centro Studi “Anthurium”, che proprio il 20 giugno u.s. ha presentato l’ultimo lavoro di mons. Morosini, “Scritti su San Francesco di Paola”; quindi, la testimonianza del presidente di “Lamezia Freedom”, Antonio Mastroianni, che ha parlato sulle problematiche legate ai giovani di oggi, ponendole accanto alla figura del Taumaturgo.
Dopo la riflessione di mons. Morosini, il momento clou con la consegna allo stesso Vescovo del premio “Il Braciere”, momento seguito subito da un altro dono fatto sempre al Pastore della Chiesa di Dio che è in Locri - Gerace , ovvero un Cristo di 3 metri, realizzato dall’artista Kuku Juri -della Bottega degli Artisti di Soriano Calabro-, su commissione della Consulta Generale di Pastorale Giovanile Minima, presieduta da padre Giovanni Cozzolino, lo stesso religioso che ha introdotto questo momento della premiazione.
Targhe ricordo sono poi andate al Comandante della Capitaneria di Porto di Vibo Marina, Domenico Napoli, allo scultore Caporale, all’artista Juri e al regista e produttore del film -subito dopo proiettato in P.za Italia- “Vienna da Fuscaldo - La madre di San Francesco di Paola”, rispettivamente Fabio Marra e Carmelo Ramundo, che lo hanno “realizzato con pochi mezzi e a bassissimo costo, per via della disponibilità gratuita di molti interpreti e della popolazione di Fuscaldo”. I due, infine, hanno anche anticipato una loro prossima produzione, che ha come sfondo proprio il braciere ardente che Francesco tenne tra le mani. La proiezione del film ha chiuso la serata.

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(Antonio Cataudo)

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