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Parrocchia "S. Rocco e S. Francesco di Paola" - Pizzo
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RELAZIONE DELLA PRESIDENTE PROVINCIALE DI PAOLA AL CONGRESSO NAZIONALE PAOLA 27/28/29 MARZO 2009 Al Rev.mo Padre Generale, al MRPP Provinciale, al Rev. Padre Delegato, alla Presidente Adriana Fortini, ai padri Assistenti e a tutti voi confratelli e consorelle presenti, rivolgo un caloroso saluto e do il benvenuto nella provincia di San Francesco. Ormai sono passati tre anni dal mio mandato di Presidente e solo adesso che mi accingo a riflettere sul cammino svolto, mi rendo conto del tempo che è trascorso e delle innumerevoli iniziative a cui la mia persona ha partecipato in rappresentanza di questa provincia. Primo momento importante vissuto dal Consiglio Provinciale e dalla mia persona, è stato quello di partecipare al Capitolo Prov.le del Primo Ordine, dove è stata presentata una relazione sul cammino formativo del Tom, sulle problematiche vissute dalle fraternità, e sulle specifiche richieste fatte per rinnovare un cammino di comunione e condivisione con il Primo Ordine, richieste che sono state tutte accolte. Primo atto della Curia è stato quello di incontrare tutto il consiglio Consiglio Provinciale. A tal riguardo ringrazio la Curia Provincializia per le attenzioni dimostrate nei confronti del Tom. E’ da rilevare la disponibilità all’ascolto da parte della Curia Prov.lizia nei vari momenti d’incertezze e di problematiche che si sono verificate in questi tre anni di lavoro. La prima iniziativa del Consiglio Provinciale è stata quella di incontrare i consigli di fraternità, che sono il cuore delle stesse, e come il cuore si ferma e non dà più vita, così i consigli se non funzionano non permettono alla fraternità di camminare. Cosa dire di tutti questi “viaggi”( Spero avete seguito la cronaca di tutto ciò sul Giornale e-mail “Provincia Informa”), oltre alla gioia di avere incontrato tutti, che faceva scordare la fatica, ho potuto constatare: -riguardo ai consigli, nello specifico dei ruoli, non tutti svolgono bene il servizio a cui sono stati chiamati, è difficile trovare un consiglio che funzioni bene, molto spesso si è costretti a svolgere più incarichi sacrificando il compito a cui si è stati chiamati. In seguito, e quasi contemporaneamente al rinnovo dei consigli, sono state incontrate le fraternità nella quali ho trovato oltre ad un’accoglienza straordinaria,situazioni e terziari che hanno permesso alla fraternità di cambiare, sia dal punto di vista generazionale, sia per quanto riguarda la preparazione e la disponibilità al dialogo e confronto; in altre ,invece, con mio rammarico, purtroppo questo non è ancora avvenuto. Un accenno, permettetemi lo devo fare riguardo alle elezioni di fraternità avvenute lo scorso anno e dove qualcosa nello svolgimento di queste, è cambiato. In preparazione a questo momento il consiglio ha mandato una lettera, con suggerimenti ed esortazioni in merito, e si può affermare che, salvo qualche episodio sporadico, sono state elezioni “ordinate” e molto partecipate con una piena consapevolezza del momento importante che la fraternità stava vivendo.. Stiamo crescendo,non soltanto come persone nello spirito, ma anche come fraternità. Infatti, probabilmente n’avremo una nuova a Decollatura(CZ), ci sono già dei novizi che professeranno a Settembre e alcuni aspiranti, proprio in questi giorni è arrivata una richiesta da Polistena in Aprile credo di andare e prendere atto della situazione. Stiamo curando anche la Fraternità di Barletta (BA)( che per tanti anni ha fatto un cammino isolato e ora seguita con una formazione specifica, speriamo al più presto, possa essere tra noi a tutti gli effetti. San Francesco chiama sempre, sta a noi riconoscere la sua voce e ascoltarla. Il nostro impegno e il nostro lavoro nel tom deve essere finalizzato anche per far nascere nuove vocazioni nell’intero Ordine , sia dove ci sono già, sia dove ancora non ci conoscono; per questo è importante anche la preghiera, ( ricordiamo che c’è una consorella la cara Arcangela che prega per le vocazioni, ogni giovedì alle ore 11.00 Uniamoci a lei), se non ci diamo da fare a cercarle e a stimolarle queste vocazioni, potremmo avere in futuro qualche difficoltà specie in alcune Fraternità . Un’iniziativa per tale discorso potrebbero essere le missioni che sono una grande occasione per far conoscere il Terz’Ordine . Gran parte del cammino formativo di questi anni lo dobbiamo grazie alla guida sempre discreta dei padri che ci hanno accompagnato Padre Michele Veltri e Padre Franco Santoro. Dal Consiglio Nazionale è stato richiesto di soffermarci sul cammino che il Tom ha percorso nell’ultimo ventennio, partendo dal 1988 fino ad oggi. Il 1988 è l’anno in cui personalmente professavo la regola che mi faceva appartenere a questa Meravigliosa Famiglia. Posso dire di aver vissuto in pieno questo passaggio, che mi ha permesso di partecipare alla trasformazione del TOM, da un percorso devozionale a quello vocazionale, dapprima come semplice terziaria e poi a servizio nella mia fraternità e poi nella Provincia. Per poter meglio scrivere questo mio intervento ho invitato le fraternità a inviarmi un loro contributo per meglio avere davanti le varie realtà. Sono d’accordo, quando si afferma che forse si chiede ancora di far parte del Tom per un senso di devozione al santo, ma l’importante è che poi il cammino nella fraternità ci permetta di diventare consapevoli che tutto parte da una chiamata e da un dono che il Signore ci fa, riconoscenti e grati a Lui e a San Francesco di averci privilegiato così tanto! Ancora oggi la maggior parte delle persone chiede di entrare nel TOM perché mossa dalla devozione verso S. Francesco, ma ci sono anche persone spinte dalla testimonianza e dall’esempio di vita cristiana dei terziari, altri invece che desiderano fare un cammino di conoscenza della Sacra Scrittura e vedono nel TOM questa possibilità. In ogni modo nel cammino formativo la dimensione vocazionale ha un posto prevalente negli aspiranti e nei novizi ma, anche negli incontri di fraternità tale aspetto non è trascurato. Con il passare degli anni si è vista un’evoluzione del Laico nella Chiesa. e noi Terziari di San Francesco abbiano un compito ben preciso che è quello di portare nel mondo in cui viviamo e operiamo gli insegnamenti che il nostro Santo Fondatore ci dà attraverso la Penitenza, la Preghiera, e la Conversione continua. L’uomo d’oggi non ha più bisogno di predicatori perché ce ne sono troppi. L’uomo ha bisogno di persone che sono testimoni autentici, e nello specifico, terziari che sappiano attualizzare i veri valori di vita evangelica attraverso la spiritualità e il carisma di San Francesco di Paola. Per quanto riguarda la formazione, dopo ripetute sollecitazioni ad organizzare incontri settimanali, ho riscontrato che solo alcune fraternità hanno programmato in tal senso, mentre altre hanno mantenuto l’incontro quindicinale e addirittura mensile. L’animazione degli incontri è affidata in gran parte al Padre assistente e, solo in poche, ci si alterna con i membri del consiglio e il padre assistente. I temi degli incontri sono varie e interessanti, ma ho dovuto constatare che spesso si tiene poco conto delle linee programmatiche che arrivano dal consiglio nazionale, o provinciale…… Gli incontri provinciale fino a qualche anno fa programmati per il cammino formativo del terziario, hanno avuto una rilevanza fondamentale in quanto hanno permesso sia una crescita culturale sia spirituale dello stesso. Devo dire con rammarico di aver accettato la sospensione, poiché questi erano un modo eccellente per favorire la comunione e la condivisione fraterna, specie quando i momenti d’incontri erano itineranti. E’ questa una delle richieste che più spesso mi è stata fatta e spero con il prossimo consiglio nazionale di trovare un’intesa per risolvere questo problema. Di difficile verifica è la crescita spirituale di una fraternità e quindi di una provincia perché ognuno ha tempi e modi diversi di crescere e di formarsi spiritualmente. La provincia può solo offrire iniziative per favorire tale crescita e gli incontri di formazione sono la prima delle occasioni offerte, senza trascurare i ritiri spirituali d’Avvento e Quaresima, necessari per rafforzare il cammino intrapreso, organizzati anche quando spiravano venti di difficoltà. Altro momento importante sono gli esercizi Spirituali, che purtroppo non sono da tutti partecipati, ma sicuramente chi ne ha fatto parte (pochissime persone) può testimoniare i vantaggi e l’arricchimento spirituale che ne ha beneficato. Importante è stato anche il pellegrinaggio fatto a Tours nei luoghi dove ha vissuto San Francesco, che ha coronato tutte le celebrazioni avvenute per il quinto centenario. In questo anno la nostra Provincia “festeggia” i 25 anni della Giornata della Fraternità, che con tutti i limiti che porta con sé rimane un importante momento, ogni anno, di comunione intensa tra di noi. Come non sentire la gioia di incontrarsi con tanti fratelli spesso dopo un anno? Si avverte la stessa sensazione che si ha nell’incontrare qualche familiare dopo tanto tempo. La preghiera è indispensabile per un cristiano e anche per un Terziario Minimo. La Preghiera, respiro dell’anima, fa in modo che aiuti a bussare per essere aperti dal Signore, a chiedere per ottenere quelle cose e quelle grazie per se e per gli altri che se non chiesti rimangono inattuabili. Per quanto riguarda la preghiera quotidiana, i terziari, singolarmente e comunitariamente, hanno imparato a pregare l’Ufficio Divino soprattutto nelle Lodi e nel Vespro e sono tanti i terziari capaci di organizzarne comunitariamente tale preghiera.Come anche in alcune ricorrenze particolari hanno comunicato la loro TESTIMONIANZA, motivando il loro ingresso nel TOM, illustrando la nostra identità, il nostro CARISMA ed il contributo che danno alla Parrocchia, in altre circostante hanno preparato catechesi su determinati argomenti lette durante la Messa, al fine di incrementare la nostra famiglia Minima di nuove vocazioni.
Tutti gli incontri sia locali sia provinciali vertono sulla spiritualità e sul
carisma ma la crescita della comunione e della carità nella fraternità è
l’obbiettivo primario da raggiungere. Valutare quanto le varie iniziative
abbiano contribuito in questi anni a far maturare e crescere nell’umiltà, nella
disponibilità verso l’altro, nell’accoglienza, nella capacità di vedere
nell’altro il volto di Dio, è molto difficile. L’inserimento di molti terziari
nelle attività della parrocchia rende visibile la “carità operosa” che è la
concretizzazione del carisma penitenziale tra noi laici. Ancora c’è molto da
lavorare perché lo spirito penitenziale possa realmente essere accolto e
praticato così da trasformare la nostra comunità in una vera famiglia cristiana. Le proposte che mi sento di avanzare al nuovo Consiglio Nazionale sono tante e di vario genere e frutto del contributo personale e delle fraternità. Prima di tutto vorrei suggerire di incominciare a pensare seriamente ad un cammino da intraprendere per i giovani, sia per chi è già terziario che per chi potrebbe diventarlo. In alcune Fraternità, si trova l’enorme difficoltà di riuscire a trovare degli orari conformi per i giovani o per chi giovane non lo è più ma non è anziano, e per gli anziani. Sicuramente se né è parlato ma per non rischiare di fare dei fai da te, c’è bisogno, secondo me, di direttive unitarie. Si propone di trattare tra i temi quello dell’accoglienza che sembra oggi non esserci più. Si avverte l’esigenza di maturare nell’accoglienza e nel rispetto dell’altro per come egli è, e vedere in Lui il volto di Cristo: è il presupposto indispensabile per vivere in comunione e poter crescere insieme nella fede; e ancora l’esigenza di una maggiore formazione nel vivere il sacramento della confessione e della direzione spirituale. Al Consiglio Nazionale si chiede una presenza più frequente nelle fraternità perché sia di stimolo e d’incoraggiamento e di stessa animazione di sporadici incontri. E auspicabile che non sia solo il Presidente ad andare nelle varie fraternità, ma tutto il Consiglio perché, molto spesso, le Fraternità non conoscono gli altri componenti del Consiglio. Credo che manchi un contatto diretto con le Fraternità, e da qui possono nascere dei problemi, perché non conoscendo personalmente le varie realtà, si rischia di fare dei programmi che come contenuti sono lontani dalle stesse. Si avverte la mancanza di strumenti di comunicazioni, e per adeguarci all’evoluzione dei tempi, si spera in un Giornale del Tom; penso che ormai i tempi siano maturi e noi terziari possiamo benissimo portare avanti un giornale dove comunicarci le notizie, approfondire alcuni argomenti e altro ancora. Sapete bene, che come provincia si sta portando avanti un giornale o-line, come lo stesso sta facendo la provincia di Napoli. Tale lavoro è apprezzato da molti, e nel frattempo diventa un archivio di documenti, iniziative, meditazioni che altrimenti andrebbero perse. Come anche un sito nazionale del Tom, alcune singole realtà di Terz’ordini, hanno il proprio sito, si potrebbe tentare uno unico(Avendo dei terziari pronti a mettersi a disposizione e portare avanti queste iniziative). Già in altri congressi ricordo che era emersa l’esigenza di concretizzare una storia del TOM, alcune fraternità lo hanno fatto e altre si apprestano a farlo, sforziamoci tutti, per ricostruire il nostro passato. Un altro contributo che si può dare alle fraternità sta nell’individuare persone o meglio terziari liberi da incarichi, che attraverso i corsi di formazione organizzati dal consiglio nazionale, e con le competenze acquisite possono andare incontro alle fraternità che hanno bisogno di più aiuto. Inoltre si suggerisce di rendere obbligatorie le quote che ogni terziario versa alla propria fraternità, in quest’ultimo periodo con la “scoperta” che la stessa non è obbligatoria, si è notata una certa difficoltà nella riscossione, non tenendo presente che un’associazione, ora più che mai, ha bisogno di un supporto spicciolo, per affrontare spesi, convegni, ecc. e non è giusto che ci si debba fermare davanti ad alcune iniziative per mancanza di soldi. Altra richiesta è quella di far ristampare le nostre regole e costituzioni, sempre in rapporto al tempo che ci separa dalle nuove, visto che stiamo andando avanti con fotocopie e la cosa non è molto bella. Nel ringraziarvi per l’attenzione, e la pazienza ad ascoltarmi, vi abbraccio uno ad uno, augurandomi che questo congresso possa ridare nuovo slancio a tutto il TOM. Grazie a tutti. Teresa Paonessa Presidente Provinciale
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